Sebbene il trend mostri un leggero miglioramento, i numeri restano critici. L’Italia si conferma al secondo posto nell’Unione Europea per incidenza di giovani (15-29 anni) che non studiano e non lavorano, superata in peggio solo dalla Romania. Una percentuale ancora troppo distante dalla media UE, che segnala quanto sia complesso per gli under 30 attivarsi nel nostro mercato rispetto ai coetanei europei.
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